B-SP1 Agricoltura, silvicoltura e zootecnica · Blocco 4/4 (12–16 h) · Slide 12/50

Febbre Q e leptospirosi: due zoonosi sottovalutate in stalla

La febbre Q è causata da Coxiella burnetii, agente di gruppo 3 molto resistente nell'ambiente: le forme presenti nelle polveri possono rimanere infettanti a lungo e una dose minima è sufficiente per contagiare. Gli animali, in particolare capre, pecore e bovini, eliminano grandi quantità di batteri con placente, liquidi del parto, feci e latte, spesso senza sintomi evidenti. L'uomo si infetta soprattutto respirando polvere e aerosol durante la stagione dei parti, anche senza contatto diretto con l'animale. Molte infezioni passano inosservate, altre danno febbre, polmonite o epatite, e una parte può cronicizzare con interessamento cardiaco, con particolare attenzione per le lavoratrici in gravidanza.

La leptospirosi è sostenuta da Leptospira interrogans, di gruppo 2, eliminata con le urine di roditori, bovini e suini. Il batterio sopravvive nell'acqua stagnante e nel fango e penetra attraverso piccole ferite, mucose e cute macerata dall'umidità. Sono esposti gli addetti alla pulizia di stalle, canali di scolo e vasche, ma anche chi lavora in risaia o fa manutenzione di fossi.

Le misure efficaci comprendono il controllo dei roditori con un piano di derattizzazione documentato, la copertura di tagli e abrasioni con medicazioni impermeabili, stivali e guanti impermeabili durante la pulizia, la gestione igienica dei parti in box dedicati, il divieto di soffiare o spazzare a secco nelle aree parto e la segnalazione al medico competente di episodi febbrili inspiegati in periodo di parti.