Non tutte le zoonosi sono gravi, ma alcune sono molto frequenti tra gli addetti agli animali. La dermatofitosi, o tigna, è un'infezione fungina della cute trasmessa dai bovini giovani, soprattutto dai vitelli con lesioni circolari senza pelo: compare sull'avambraccio o sul collo dell'operatore come chiazza arrossata e pruriginosa. L'ectima contagioso degli ovicaprini, causato da un parapoxvirus, provoca noduli sulle mani di chi manipola agnelli e capretti con lesioni alla bocca; un quadro simile, il nodulo dei mungitori, si osserva in chi munge bovine con lesioni ai capezzoli.
Tra le zoonosi intestinali rientrano le salmonellosi e le infezioni da Campylobacter, entrambe di gruppo 2, presenti nelle feci di pollame, suini e bovini anche sani. La trasmissione è oro-fecale: mani sporche portate alla bocca, sigarette fumate in stalla, pasti consumati senza lavarsi. Escherichia coli produttori di tossine, presenti nell'intestino dei ruminanti, possono causare forme gravi soprattutto nei bambini delle famiglie che vivono in azienda.
Per questo l'igiene personale è una misura di prevenzione vera: lavandini con sapone e asciugamani monouso vicini alle zone di lavoro, guanti nelle operazioni sui vitelli con lesioni cutanee, area pasti separata e pulita. Nei suinicoli lo Streptococcus suis, che entra da ferite durante la macellazione o la manipolazione dei suini, è raro ma può causare meningite. Annotare queste patologie nel DVR, specie per specie, aiuta il medico competente a riconoscerle.