B-SP1 Agricoltura, silvicoltura e zootecnica · Blocco 4/4 (12–16 h) · Slide 14/50

Tetano, vaccinazioni e sorveglianza sanitaria in agricoltura

Il tetano è causato dalla tossina di Clostridium tetani, batterio sporigeno presente nel terreno e nelle feci animali, che entra da ferite anche minime come punture con spine, chiodi o attrezzi sporchi di terra. La malattia ha una letalità elevata ma è prevenibile con il vaccino. La Legge 292/1963 ha reso obbligatoria la vaccinazione antitetanica per diverse categorie di lavoratori, tra cui i lavoratori agricoli, gli allevatori di bestiame e gli stallieri; il richiamo va mantenuto nel tempo secondo le indicazioni sanitarie, spesso con cadenza decennale.

Nel Titolo X del D.Lgs. 81/08 l'art. 279 prevede che, quando la valutazione evidenzia un rischio per la salute, i lavoratori esposti siano sottoposti a sorveglianza sanitaria e che il datore di lavoro, su parere del medico competente, metta a disposizione vaccini efficaci per chi non è già immune, da somministrare a cura del medico competente. L'Allegato XLVI segnala con una lettera gli agenti per cui esiste un vaccino efficace. Il registro degli esposti dell'art. 280 riguarda gli agenti dei gruppi 3 e 4.

Nella pratica dell'azienda agricola l'ASPP verifica che lo stato vaccinale antitetanico di dipendenti e stagionali sia noto al medico competente, che nella cassetta di pronto soccorso ci siano disinfettanti per la pulizia delle ferite e che i lavoratori sappiano che ogni ferita sporca di terra va segnalata. Per i lavoratori stranieri appena assunti la verifica della copertura vaccinale va fatta all'ingresso, non dopo il primo infortunio.