B-SP1 Agricoltura, silvicoltura e zootecnica · Blocco 4/4 (12–16 h) · Slide 18/50

Ambienti confinati in azienda agricola: il DPR 177/2011

Vasche di liquami, prevasche, pozzetti, silos verticali, cisterne di vino o di latte, digestori di biogas e serbatoi di gasolio sono tipici ambienti sospetti di inquinamento o confinati, ai quali si applicano gli articoli 66 e 121 del D.Lgs. 81/08 e l'Allegato IV punto 3, che vietano l'accesso dei lavoratori se non dopo aver verificato l'assenza di pericolo o con adeguate cautele. Il DPR 177/2011 disciplina la qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi che operano in questi ambienti.

I requisiti principali sono l'integrale applicazione delle norme su valutazione dei rischi, sorveglianza sanitaria e misure di emergenza, la presenza di personale con esperienza almeno triennale in ambienti confinati in misura non inferiore al 30 per cento della forza lavoro impiegata, compreso il preposto, la formazione e l'addestramento specifici, il possesso dei DPI e delle attrezzature di soccorso e il rispetto della contrattazione collettiva. In caso di affidamento a terzi, il committente deve informare sui rischi e nominare un proprio rappresentante che vigili sulle attività, e il subappalto è ammesso solo se autorizzato e certificato.

In agricoltura il problema concreto è che la pulizia della vasca o del silo viene spesso fatta dal titolare o da un familiare senza procedura. Il ruolo del consulente è far emergere queste operazioni nel DVR e decidere con il datore di lavoro se gestirle internamente, con tutti i requisiti, o affidarle a ditte qualificate.