Per la zootecnia il sopralluogo va condotto durante le attività reali e deve verificare vie di movimentazione e cancelli, gestione del toro e dei riproduttori, presenza e stato di autocatture e travaglio, condizioni di pavimenti e grigliati, igiene e servizi, stato vaccinale antitetanico e informazioni sanitarie della mandria. Il rischio biologico si documenta specie per specie, con le operazioni critiche come parti e aborti e le misure di igiene previste dall'art. 273.
Per vasche, fosse e silos la verifica riguarda recinzioni, coperture, cartelli, procedura di agitazione, disponibilità di rilevatori multigas tarati, divieto di ingresso scritto e conosciuto da tutti, eventuali contratti con imprese qualificate per gli ambienti confinati. La domanda da porre al titolare è sempre la stessa: chi ha pulito l'ultima volta questa vasca o questo silo, e come.
Per il bosco servono l'elenco delle motoseghe e dei decespugliatori con le schede di manutenzione, la verifica dei DPI antitaglio e della loro classe, l'evidenza della formazione forestale per livello, l'allestimento forestale dei trattori con ROPS, FOPS e OPS, il controllo di funi e strozzatori, l'organizzazione del lotto con zone di abbattimento e punti di raccolta per i soccorsi. Trasversalmente vanno presidiati la procedura caldo e freddo, il lavoro isolato con i mezzi di comunicazione previsti dal DM 388/2003 e la formazione degli addetti al primo soccorso tarata sulle ferite gravi. Ogni misura va infine collegata nel DVR a un responsabile e a una scadenza.