Si consideri un'azienda di collina con quaranta vacche da latte in stabulazione libera, una sala di mungitura a spina di pesce, una vasca dei liquami interrata sotto la stalla e una scoperta, un silo verticale per i mangimi, trenta ettari di prati e seminativi e venti ettari di bosco ceduo tagliato a lotti ogni inverno. Lavorano il titolare, il figlio, due dipendenti fissi e un operaio stagionale per il taglio del bosco.
La valutazione per mansioni fa emergere priorità diverse. Per il mungitore: sovraccarico degli arti superiori, calci, pavimenti scivolosi, zoonosi legate ai parti. Per l'addetto alla stalla: schiacciamento durante gli spostamenti, il toro di monta presente in azienda, i grigliati con le fosse sottostanti, il carro miscelatore nelle corsie. Per chi gestisce i reflui: gas durante l'agitazione, caduta nella vasca scoperta, accesso ai pozzetti. Per l'operaio forestale: abbattimento e allestimento con motosega, esbosco con verricello, lavoro isolato in un bosco senza copertura telefonica, caldo e freddo.
Le azioni concrete possono essere organizzate per priorità: divieto scritto di ingresso in vasche e silo con affidamento della pulizia a ditta qualificata secondo il DPR 177/2011, recinzione della vasca scoperta, procedura di agitazione con allontanamento di persone e animali, box del toro gestibile dall'esterno, verifica della formazione forestale dello stagionale, radio per il bosco e regola di non lavorare da soli, procedura caldo, sorveglianza sanitaria per rischio biologico, vibrazioni e rumore coordinata con il medico competente.