In cantiere convivono due situazioni. Nelle nuove costruzioni la linea vita permanente viene installata a fine lavori, quindi durante la costruzione della copertura servono ancoraggi provvisori: linee temporanee in fibra o in acciaio fissate a pilastri, punti di tipo B su travi prefabbricate, ancoraggi a morsetto sul bordo dei solai. Negli interventi su coperture esistenti si può invece usare la linea vita già presente, purché documentata e verificata.
Prima di agganciarsi, il preposto deve accertare che il dispositivo sia stato verificato secondo il programma di manutenzione indicato dal fabbricante, che la fune sia tesa e integra, che i paletti non presentino segni di corrosione o di cedimento della guaina impermeabile. Il cordino o il dispositivo retrattile del lavoratore deve essere compatibile con la linea e con la direzione di una possibile caduta, per esempio adatto all'uso orizzontale sul bordo, dove la fune può sfregare su uno spigolo.
L'articolo 111 e la gestione delle emergenze impongono di pianificare il recupero di chi resta sospeso: la sospensione prolungata nell'imbracatura è pericolosa, e attendere l'arrivo dei soccorsi esterni può richiedere troppo tempo. Il piano di soccorso del cantiere deve indicare chi interviene, con quale kit di recupero o con quale piattaforma, e deve essere provato. I lavoratori che usano i DPI anticaduta, di terza categoria, devono ricevere un addestramento specifico, documentato e con prova pratica di aggancio, spostamento e recupero.