L'articolo 121 richiede, nei lavori entro pozzi, fogne, cunicoli, camini e fosse in genere, idonee misure contro i pericoli derivanti dalla presenza di gas o vapori tossici, asfissianti, infiammabili o esplosivi, specie in rapporto alla natura geologica del terreno o alla vicinanza di depositi, raffinerie, metanodotti e condutture di gas. Quando sia accertata o sia da temere la presenza di gas o l'irrespirabilità dell'aria e non sia possibile un'efficiente aerazione e bonifica, gli addetti devono essere dotati di protezione delle vie respiratorie e di DPI collegati a un sistema di salvataggio tenuto all'esterno da personale di sorveglianza, in continuo collegamento con chi è dentro. Se vi sono gas infiammabili si bonifica con ventilazione e si vietano fiamme libere e apparecchi capaci di innescarli; in questi casi i lavoratori devono operare in coppia.
Un pozzetto di fognatura o una trincea profonda in prossimità di una condotta danneggiata possono accumulare idrogeno solforato, metano, anidride carbonica o aria povera di ossigeno. La misurazione con rilevatore multigas prima e durante l'accesso è la misura base. La qualificazione delle imprese e i requisiti per gli ambienti confinati secondo il DPR 177/2011 sono trattati nel blocco sui rischi specifici.
Lo scavo incontra quasi sempre reti interrate: gas, elettricità, acqua, telecomunicazioni. Prima di scavare vanno acquisite le planimetrie dei gestori, eseguiti saggi con cercaservizi e, vicino alle reti segnalate, scavi a mano. Tranciare un cavo di media tensione o una condotta del gas con la benna è un evento grave e tutt'altro che raro.