Le misure che fanno la differenza in edilizia sono poche e vanno decise prima di aprire il cantiere, non durante. La prima è progettare le protezioni collettive insieme alle fasi di lavoro: per ogni lavorazione in quota, il POS deve dire quale opera provvisionale la protegge, chi la monta e quando, evitando che la protezione arrivi dopo il rischio. La seconda è affidare montaggio, trasformazione e smontaggio solo a personale formato sotto un preposto presente, e vietare a tutti gli altri di modificare ponteggi, parapetti e reti.
La terza è trattare gli interventi brevi con la stessa serietà di quelli lunghi: la maggior parte delle cadute attraverso coperture fragili e dalle scale avviene in lavori di poche ore. La quarta è non scendere mai in uno scavo prima che il sostegno sia posato, scegliendo dove possibile sistemi prefabbricati che si installano dall'esterno. La quinta è pianificare le demolizioni con un programma scritto, partendo dalla verifica delle strutture e dalla bonifica dei materiali pericolosi.
Il ruolo del RSPP o ASPP d'impresa è rendere queste scelte concrete e verificabili: tradurle in procedure, schede di controllo e regole semplici da spiegare in un breve incontro a inizio turno, controllarne l'applicazione con sopralluoghi regolari, raccogliere le segnalazioni dei preposti e dei lavoratori. Un cantiere in cui le protezioni restano montate e complete anche quando nessuno guarda è il risultato più concreto di questo lavoro.