Il vento è il fattore ambientale più critico per le gru a torre e per le autogru. Agisce sulla struttura, che è progettata per determinate pressioni in servizio e fuori servizio, ma soprattutto sul carico: pannelli, casseforme, lastre e pacchi di materiale con grande superficie esposta possono ruotare, oscillare o diventare ingovernabili anche con velocità del vento inferiori ai limiti strutturali della macchina. Il manuale del fabbricante indica la velocità limite di esercizio, che l'anemometro collegato all'impianto segnala con preallarme e allarme.
Fuori servizio, a fine turno o quando il vento supera i limiti, la gru a torre va lasciata in bandiera: freno di rotazione sbloccato, così che il braccio possa orientarsi liberamente sotto la spinta del vento come una banderuola, gancio sollevato e carrello in posizione indicata dal costruttore, nessun carico appeso. Una gru con rotazione bloccata offre al vento la superficie laterale del braccio e subisce sollecitazioni per le quali può non essere verificata.
Per i temporali il riferimento è duplice: rischio vento con raffiche improvvise e rischio fulminazione. Una procedura efficace prevede la consultazione delle allerte meteo regionali la mattina, la sospensione dei sollevamenti all'avvicinarsi del fronte temporalesco, la discesa del gruista dalla cabina e il divieto di sostare sulla torre. Il preposto deve avere l'autorità per fermare il lavoro senza attendere l'autorizzazione del capocantiere, e questa delega va scritta nel POS, non lasciata al buon senso del singolo.