Nei getti di maggiore entità il calcestruzzo arriva con l'autobetoniera e viene messo in opera con la canala di scarico, con la benna della gru o con l'autopompa a braccio. L'autobetoniera comporta i rischi della viabilità di cantiere, con retromarce frequenti in spazi stretti, e quelli legati allo scarico: schiacciamento tra mezzo e strutture, contatto con le parti in rotazione del tamburo durante la pulizia, cadute dalla scaletta di ispezione della bocca di carico. Il lavaggio del tamburo deve avvenire nelle aree previste e mai con il tamburo in rotazione con persone all'interno.
L'autopompa per calcestruzzo è una macchina complessa, la cui conduzione richiede un'abilitazione specifica prevista dall'Accordo Stato-Regioni. I rischi principali sono il ribaltamento per stabilizzazione insufficiente, analogo a quello delle autogru, il contatto del braccio con linee elettriche aeree, il cedimento o lo scoppio della tubazione, il colpo di frusta del tubo terminale in gomma.
Il tubo terminale, guidato a mano dall'addetto al getto, può muoversi violentemente all'avvio del pompaggio, quando si forma un tappo d'aria o dopo un intasamento. Le regole pratiche prevedono che nessuno stia sotto il braccio, che l'addetto al tubo si posizioni lateralmente e non lo tenga mai avvolto attorno al corpo, che l'avvio avvenga solo su segnale e che il tubo terminale non venga prolungato oltre quanto ammesso dal costruttore. Il getto da solai e casseforme alte pone inoltre il tema dei parapetti perimetrali.