B-SP3 Costruzioni · Blocco 3/4 (8–12 h) · Slide 34/50

Cemento, sacchi e impasti: i rischi dell'addetto alla betoniera

Chi lavora alla betoniera è esposto a un insieme di rischi che vanno oltre la macchina. Il cemento, a contatto con l'acqua, genera un impasto fortemente alcalino capace di provocare ustioni chimiche alla pelle e lesioni agli occhi; il contatto prolungato con malta umida, ad esempio inginocchiandosi su un getto o lavorando con guanti bagnati all'interno, può causare lesioni profonde. A ciò si aggiunge la dermatite allergica da contatto legata al cromo esavalente, per la quale il Regolamento REACH, all'Allegato XVII, limita il contenuto di cromo VI solubile nel cemento a 2 mg/kg di peso secco, ottenuto con agenti riducenti che hanno efficacia limitata nel tempo.

Per questo occorrono guanti adatti, impermeabili e con polsino lungo, indumenti che non trattengano l'impasto, occhiali o visiera durante il carico dei sacchi e la pulizia, disponibilità di acqua pulita per il lavaggio immediato. Lo svuotamento dei sacchi genera polvere, che contiene anche silice cristallina proveniente dagli inerti: è un tema trattato nel blocco dedicato ai rischi specifici.

La movimentazione manuale di sacchi, secchi e carriole è la seconda componente rilevante. I sacchi di cemento da 25 kg, sollevati ripetutamente da terra e versati nel bicchiere ad altezza della spalla, generano un sovraccarico biomeccanico significativo. Soluzioni pratiche sono l'appoggio dei pallet su un piano rialzato, l'uso di betoniere a caricamento basso, la rotazione dei compiti, oppure il ricorso a silo di premiscelato con pompa.