La protezione contro i contatti indiretti e, come misura addizionale, contro i contatti diretti si basa in cantiere sull'interruttore differenziale. La sezione 704 della CEI 64-8 richiede che i circuiti che alimentano prese a spina con corrente nominale fino a 32 A siano protetti da dispositivi differenziali con corrente differenziale nominale non superiore a 30 mA. È il requisito che più di tutti salva vite nelle situazioni tipiche: cavo schiacciato da un mezzo, utensile con isolamento danneggiato, prolunga immersa in una pozzanghera.
Perché la protezione sia efficace e non generi interruzioni continue, l'impianto deve essere progettato con selettività tra i differenziali: a monte, sul quadro generale, dispositivi di tipo selettivo con soglia e ritardo maggiori; a valle, sui quadri di distribuzione e sulle prese, dispositivi istantanei da 30 mA. Senza selettività, un guasto su una prolunga può spegnere l'intero cantiere, gru compresa, con il rischio di carichi bloccati in quota e con la tentazione, purtroppo diffusa, di escludere il differenziale «che scatta sempre».
Il tasto di prova presente sul differenziale andrebbe premuto periodicamente, secondo le indicazioni del costruttore, verificando che il dispositivo intervenga; l'esito si annota nel registro di cantiere. Un differenziale che scatta frequentemente è un segnale da indagare con l'elettricista, non da aggirare: le cause tipiche sono dispersioni dovute a cavi danneggiati, prese bagnate o utensili con isolamento deteriorato.