Le vibrazioni trasmesse al corpo intero interessano i conducenti di escavatori, pale, dumper, rulli compattatori, autocarri da cantiere e autobetoniere. L'effetto più studiato è il danno al rachide lombare, che si somma alle posture sedute prolungate e ai frequenti salti e scossoni sui terreni sconnessi. In cantiere il livello di vibrazione dipende meno dalla macchina in sé che dalle condizioni d'uso: stato delle piste, velocità, pressione dei pneumatici, tipo di cingolatura, carico trasportato, abilità del conducente.
Per questa ragione la valutazione con banche dati va interpretata con prudenza e integrata con l'osservazione: lo stesso dumper che su una pista livellata produce valori moderati può esporre il conducente a scossoni violenti su un percorso pieno di buche. I valori di riferimento e i limiti dell'esposizione sono quelli del Capo III del Titolo VIII, già affrontati nel modulo comune.
Le misure più efficaci sono la manutenzione delle piste di cantiere, che riduce contemporaneamente vibrazioni, rischio di ribaltamento e polveri; la limitazione della velocità; la scelta di macchine con cabine sospese e sedili ammortizzati regolabili in funzione del peso del conducente; la manutenzione delle sospensioni e dei sedili, spesso trascurata; la formazione sull'importanza di regolare il sedile all'inizio del turno. Anche l'organizzazione aiuta: alternare la guida con attività a terra e prevedere pause riduce l'esposizione giornaliera e l'affaticamento.