In edilizia le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio sono prodotte soprattutto da martelli demolitori e scalpellatori, perforatori e tassellatori, smerigliatrici, vibratori per calcestruzzo, piastre vibranti e costipatori a conduzione manuale, seghe per muratura. L'esposizione prolungata può causare disturbi vascolari, come il fenomeno di Raynaud da vibrazioni con dita bianche e insensibili, disturbi neurologici e lesioni osteoarticolari a polso e gomito. Il freddo e l'umidità tipici del lavoro all'aperto aggravano gli effetti vascolari.
La valutazione si basa sull'accelerazione ponderata in frequenza dell'utensile e sul tempo effettivo di esposizione, combinati per ottenere il valore giornaliero normalizzato a otto ore. Come per il rumore, si possono utilizzare banche dati riconosciute e i valori dichiarati dal fabbricante, con le correzioni previste perché i dati di targa misurati in laboratorio tendono a sottostimare le condizioni reali. Il tempo di effettivo contatto con l'utensile in funzione è spesso molto inferiore all'orario di lavoro, ma va stimato con attenzione osservando le lavorazioni.
Le misure efficaci sono la scelta di utensili con sistemi antivibranti certificati, la manutenzione di punte, scalpelli e dischi, che se consumati aumentano le vibrazioni, l'uso di supporti e bracci che reggono l'utensile, la meccanizzazione delle demolizioni più pesanti, la rotazione e le pause. I guanti antivibrazione hanno efficacia limitata, ma i guanti in generale sono utili per mantenere le mani calde e asciutte.