La rimozione segue l'ordine inverso rispetto alla posa: si inizia dai segnali più vicini all'area di lavoro e si termina con la presegnalazione, in modo che i conducenti restino avvisati finché c'è personale sulla strada. Anche in questa fase il veicolo operativo protegge gli addetti e i segnali vengono caricati dal lato non esposto. Un errore frequente, dettato dalla fretta di fine turno, è togliere per primi i cartelli di inizio cantiere mentre i colleghi stanno ancora recuperando i coni della zona di raccordo.
Tra la posa e la rimozione lo schema deve essere mantenuto efficiente. Il vento, lo spostamento d'aria dei mezzi pesanti e gli urti dei veicoli possono abbattere o spostare coni e cartelli; le lanterne possono scaricarsi; la segnaletica può essere coperta da veicoli in sosta o dalla vegetazione. Il preposto organizza controlli periodici, più frequenti in caso di vento, pioggia o traffico intenso, e garantisce il funzionamento dei dispositivi luminosi nelle ore notturne e con visibilità ridotta.
Se il cantiere resta aperto per più giorni, la segnaletica deve rimanere coerente con lo stato effettivo dei lavori: un restringimento che non serve più va eliminato, perché segnali inutili riducono la credibilità di quelli necessari. Analogamente, i segnali permanenti in contrasto con quelli temporanei vanno oscurati.
In caso di nebbia, precipitazioni intense o altre condizioni che riducono la visibilità, le operazioni di posa e rimozione vanno evitate o sospese, salvo situazioni di emergenza gestite con particolari cautele.