B-SP3 Costruzioni · Blocco 4/4 (12–16 h) · Slide 36/50

Recupero dell'infortunato e soccorritori a rischio

Negli incidenti in spazi confinati le vittime multiple sono un fenomeno ricorrente: il primo lavoratore perde i sensi, un collega scende istintivamente per aiutarlo senza protezione e viene colpito dalla stessa atmosfera, poi un terzo. La regola da insegnare con forza in addestramento è che nessuno entra a soccorrere senza un respiratore isolante e senza essere a sua volta assicurato.

Per questo il piano di soccorso deve essere predisposto prima dell'ingresso e prevedere il recupero dall'esterno ogni volta che è possibile. La dotazione tipica comprende un treppiede o un'altra struttura di ancoraggio sopra l'apertura, conforme alla UNI EN 795, un dispositivo di salvataggio con argano o verricello conforme alla UNI EN 1496, un'imbracatura completa conforme alla UNI EN 361 con attacchi adatti al sollevamento in posizione verticale, collegata in permanenza all'operatore che lavora all'interno.

Quando l'atmosfera può diventare irrespirabile, l'operatore all'interno porta con sé un dispositivo di fuga e la squadra di soccorso dispone di autorespiratori a circuito aperto. Tutto il personale coinvolto deve aver effettuato esercitazioni pratiche di recupero con le attrezzature effettivamente presenti in cantiere, perché l'uso dell'argano sotto stress, con un collega privo di sensi, non si improvvisa.

La chiamata ai soccorsi pubblici va fatta subito, fornendo l'indicazione dello spazio confinato e dei gas sospetti, ma l'arrivo dei Vigili del fuoco richiede tempo: per questo il DPR 177 chiede che il soccorso sia parte integrante della procedura, non affidato soltanto all'esterno.