Un'impresa edile sta realizzando un piccolo condominio e deve collegare la fognatura privata a una cameretta pubblica profonda circa tre metri, posta sulla strada di accesso. Il capocantiere propone di far scendere un operaio con una scala per eseguire il foro e il raccordo, operazione che stima in circa un'ora.
Il RSPP analizza la situazione. La cameretta è uno spazio confinato ai sensi dell'articolo 66 e del DPR 177: ha accesso dall'alto attraverso un chiusino, ventilazione naturale limitata, flussi di reflui in arrivo e possibilità di idrogeno solforato e carenza di ossigeno. L'impresa non possiede i requisiti di qualificazione, in particolare la quota di personale con esperienza triennale e un preposto esperto in questi ambienti. Inoltre la cameretta si trova su una strada aperta al traffico.
La soluzione adottata è affidare l'allaccio a un'impresa qualificata, coordinandosi con il gestore della rete, che in qualità di committente fornisce le informazioni sulla cameretta, autorizza la deviazione temporanea dei reflui e indica un proprio rappresentante. L'impresa qualificata predispone la procedura con misura dei gas, ventilazione, treppiede con verricello, sorvegliante esterno e piano di recupero. La segnaletica per il lavoro su strada viene posata da personale formato secondo il decreto del 2019.
L'aggiornamento del PSC a cura del coordinatore per l'esecuzione e del POS completa l'intervento. Il caso insegna che una lavorazione apparentemente secondaria può concentrare due rischi gravi, traffico e spazio confinato, nello stesso metro quadrato.