Quando la valutazione evidenzia un rischio di ferite da taglienti e di infezione, l'art. 286-sexies impone un insieme di misure. La struttura deve definire e attuare procedure di utilizzo e di eliminazione sicura dei dispositivi taglienti e dei rifiuti contaminati, da riesaminare periodicamente. Deve eliminare l'uso non necessario di oggetti taglienti, ad esempio usando sistemi di somministrazione senza ago nelle linee infusionali. Deve fornire dispositivi medici dotati di meccanismi di protezione e di sicurezza, scelti sulla base della valutazione.
La norma vieta con effetto immediato la pratica del reincappucciamento manuale degli aghi, che è storicamente tra le cause principali di puntura. Prevede contenitori per lo smaltimento sicuri, chiaramente segnalati e tecnicamente adeguati, posizionati il più vicino possibile alle zone in cui sono utilizzati o depositati i taglienti. Richiede inoltre di offrire la vaccinazione ai lavoratori, con informazione su vantaggi e svantaggi, di predisporre procedure di segnalazione degli infortuni e di garantire assistenza e profilassi post-esposizione, consulenza e supporto psicologico ai lavoratori feriti.
Un elemento spesso trascurato è la promozione di una cultura della segnalazione che non cerchi colpevoli. Se l'operatore teme un richiamo disciplinare, nasconderà la puntura, e la struttura perderà sia l'informazione utile alla prevenzione sia la possibilità di avviare in tempo la profilassi. La procedura deve dire chiaramente che segnalare è un dovere e un diritto, e che la segnalazione serve a proteggere chi l'ha subita.