I dispositivi medici con meccanismo di protezione incorporato sono progettati per coprire o ritrarre l'ago subito dopo l'uso. Possono essere passivi, quando la protezione si attiva automaticamente senza intervento dell'operatore, o attivi, quando richiedono un gesto, ad esempio spingere uno scudo sull'ago con il pollice. I dispositivi passivi garantiscono in genere una protezione più affidabile, perché non dipendono dalla memoria e dall'abilità dell'operatore, ma costano di più.
In una RSA i dispositivi su cui conviene intervenire per primi sono le lancette pungidito per la glicemia, oggi disponibili quasi solo in versione retrattile monouso; gli aghi per le penne da insulina, per i quali esistono aghi con protezione su entrambe le estremità; le siringhe per eparina a basso peso molecolare, spesso fornite già in versione con protezione dell'ago; i sistemi per prelievo venoso con ago a farfalla dotato di dispositivo di sicurezza; le cannule venose periferiche con protezione automatica del mandrino.
La scelta del dispositivo va fatta coinvolgendo gli utilizzatori, con una fase di prova sul campo, perché un dispositivo poco pratico verrà aggirato. Il passaggio richiede formazione, specie per il personale abituato ai prodotti tradizionali: attivare in modo scorretto uno scudo può causare proprio la puntura che si voleva evitare. Il RSPP collabora con la farmacia o con l'ufficio acquisti affinché i capitolati di fornitura richiedano i dispositivi di sicurezza come standard, e non come opzione.