Le azioni immediate dopo un'esposizione a sangue o liquidi biologici devono essere note a tutti gli operatori, compresi quelli del turno notturno e i lavoratori di imprese esterne. In caso di puntura o taglio si lava abbondantemente la ferita con acqua e sapone, senza spremere o strofinare in modo traumatico; si può applicare un antisettico cutaneo. In caso di contaminazione di occhi, bocca o naso si irriga a lungo con acqua corrente o soluzione fisiologica; le lenti a contatto vanno rimosse dopo il lavaggio. Sulla cute integra è sufficiente lavare.
Subito dopo l'operatore segnala l'evento al responsabile del turno e si attiva il percorso aziendale, che di norma prevede una valutazione medica in tempi brevi, presso il pronto soccorso o il servizio indicato dalla procedura. La rapidità non è un dettaglio: le decisioni sulla profilassi per HIV e per epatite B vanno prese nelle prime ore.
Contemporaneamente si raccolgono le informazioni sulla fonte, cioè il residente da cui proviene il sangue: diagnosi note, eventuali esami recenti, stato vaccinale se pertinente. Gli esami sulla fonte richiedono il consenso della persona o di chi la rappresenta, nel rispetto della riservatezza; questo aspetto in RSA è delicato, perché molti residenti hanno un amministratore di sostegno o un tutore. La procedura deve indicare chi contatta la famiglia o il rappresentante legale e chi gestisce i prelievi, così che la notte non si perda tempo prezioso.