B-SP4 Sanità residenziale · Blocco 1/3 (0–4 h) · Slide 36/50

Caso sospetto di tubercolosi in RSA: isolamento e contatti

Quando il medico della struttura sospetta una tubercolosi polmonare contagiosa in un residente, la procedura deve attivarsi senza ritardi. Il residente viene collocato in camera singola con porta chiusa, aerazione verso l'esterno e accesso limitato; gli operatori indossano facciali filtranti già testati, il residente indossa una mascherina chirurgica in presenza di altri, se la tollera. Si eseguono gli accertamenti diagnostici e, in caso di conferma o di forte sospetto, si valuta il trasferimento in un reparto in grado di garantire l'isolamento respiratorio.

La notifica della malattia infettiva al servizio di igiene e sanità pubblica spetta al medico che formula la diagnosi. Da quel momento parte l'indagine sui contatti, che per gli operatori è gestita in collaborazione con il medico competente: si individuano le persone esposte nel periodo di contagiosità, distinguendo i contatti stretti, come gli operatori dell'igiene quotidiana e chi ha eseguito aspirazioni, da quelli occasionali. Ai contatti si esegue un test basale e un test a distanza di alcune settimane, per individuare chi ha contratto l'infezione.

Per il servizio di prevenzione l'evento ha tre conseguenze pratiche: verifica a posteriori se le misure previste sono state applicate e perché il caso non è stato sospettato prima; aggiornamento della valutazione del rischio tubercolosi della struttura; informazione corretta e tempestiva ai lavoratori, coinvolgendo il RLS, per evitare allarmismi e rifiuti di prestare assistenza.