Si definiscono infezioni correlate all'assistenza quelle che una persona contrae durante un percorso di cura in ospedale, in una struttura residenziale o a domicilio, e che non erano presenti né in incubazione al momento dell'ingresso. Nelle residenze per anziani le più frequenti sono le infezioni delle vie urinarie, spesso associate al catetere vescicale, le infezioni respiratorie, quelle della cute e dei tessuti molli, comprese le lesioni da pressione infette, e le gastroenteriti.
Il tema riguarda la sicurezza del lavoro per due ragioni. La prima è che le stesse vie di trasmissione che portano i microrganismi da un residente all'altro attraverso le mani degli operatori li portano anche sugli operatori stessi: le misure di controllo delle infezioni sono quindi anche misure di tutela dei lavoratori. La seconda è che la diffusione di germi multiresistenti, come le enterobatteriacee produttrici di carbapenemasi, rende più difficile la terapia di qualsiasi infezione, comprese quelle eventualmente contratte dal personale.
Il Piano Nazionale di Contrasto all'Antibiotico-Resistenza prevede azioni anche per le strutture residenziali: sorveglianza, uso appropriato degli antibiotici, igiene delle mani, formazione. In molte regioni le RSA sono tenute a individuare un referente per il controllo delle infezioni e a collegarsi con il comitato aziendale di riferimento. Il RSPP non sostituisce queste figure, ma deve integrare il loro lavoro nel DVR e nel programma di miglioramento, evitando che esistano due sistemi paralleli che non si parlano.