La residenza per anziani è un ambiente ideale per i focolai: molte persone vulnerabili vivono insieme, condividono pasti e attività, ricevono assistenza ravvicinata da un numero limitato di operatori che si spostano tra le stanze. Il norovirus provoca epidemie di vomito e diarrea che colpiscono in pochi giorni residenti e personale, con trasmissione per contatto, per via oro-fecale e attraverso le particelle disperse durante il vomito. L'influenza stagionale e gli altri virus respiratori possono causare ondate di polmoniti. La scabbia, come visto, si diffonde lentamente ma colpisce spesso gli operatori.
La pandemia di COVID-19 ha colpito in modo drammatico le residenze per anziani, mettendo in luce debolezze organizzative note da tempo: scarsità di DPI e di personale addestrato al loro uso, assenza di spazi per l'isolamento, piani di emergenza infettiva inesistenti, turnover e uso di personale in somministrazione non formato, difficoltà di coordinamento con i servizi sanitari territoriali.
Le lezioni apprese sono diventate indicazioni operative per qualsiasi focolaio: un piano scritto che preveda chi dichiara il focolaio e come; una scorta minima di DPI ruotata per evitare le scadenze; elenchi aggiornati di personale formato all'uso del facciale filtrante; criteri per la coorte di residenti e operatori; modalità di comunicazione con le famiglie; procedura per la sorveglianza degli operatori con sintomi. Questo piano va integrato nel DVR come scenario di rischio prevedibile, non trattato come un evento eccezionale.