B-SP4 Sanità residenziale · Blocco 1/3 (0–4 h) · Slide 49/50

Caso pratico: sopralluogo in una RSA da novanta posti letto

Una RSA con novanta posti suddivisi in tre nuclei, sessanta dipendenti tra infermieri e operatori socio-sanitari, pulizie e cucina appaltate, chiede al RSPP di aggiornare la valutazione dei rischi biologico e chimico. Il sopralluogo evidenzia alcuni elementi. Nel nucleo al primo piano il contenitore per taglienti è solo in infermeria e la glicemia serale si esegue con lancette non retrattili. I guanti sono disponibili in una sola taglia. Non esiste una procedura scritta per il caso sospetto di tubercolosi e i facciali filtranti in magazzino sono di un modello mai provato sul personale.

Nel locale vuotatoio si trovano un flacone di candeggina e un disincrostante acido sullo stesso ripiano, e una bottiglia d'acqua minerale contenente un liquido azzurro senza etichetta. L'impresa delle pulizie usa un disinfettante a base di ammonio quaternario di cui la struttura non ha la scheda di sicurezza. Un'infermiera riferisce di frantumare quotidianamente compresse di un antitumorale orale per un residente disfagico.

Gli interventi suggeriti, dal più urgente al meno urgente, sono: sostituzione delle lancette e dei dispositivi per insulina con versioni di sicurezza, contenitori fissati a ogni carrello; separazione e riordino dei prodotti chimici, eliminazione dei travasi, acquisizione delle schede dell'impresa; consultazione del medico e del farmacista per una formulazione alternativa dell'antitumorale; procedura tubercolosi con prova di tenuta dei facciali; guanti in tutte le taglie. Per ogni azione si indicano responsabile, scadenza e modalità di verifica.