B-SP4 Sanità residenziale · Blocco 2/3 (4–8 h) · Slide 1/50

Movimentazione pazienti: perché in RSA è il rischio più frequente

Nelle residenze sanitarie assistenziali la maggior parte degli ospiti è anziana, con autonomia motoria ridotta o assente, spesso affetta da demenza, esiti di ictus, fratture di femore o grave sarcopenia. Ogni giornata comporta decine di trasferimenti: dal letto alla carrozzina, dalla carrozzina al WC, dalla posizione supina a quella seduta, il riposizionamento nel letto per prevenire le lesioni da pressione, l'igiene in bagno o nella barella doccia. Per l'operatore socio-sanitario e per l'infermiere questi gesti sono il cuore della mansione, non un'attività accessoria.

Il carico non è un oggetto inerte. Il paziente ha un peso distribuito in modo irregolare, può muoversi all'improvviso, opporsi, irrigidirsi o lasciarsi cadere; non ha maniglie e non può essere avvicinato al corpo come si farebbe con una cassa. Per questo i limiti di peso pensati per i carichi industriali non si applicano in modo diretto e servono metodi dedicati.

Le conseguenze sono note a chi frequenta i reparti: lombalgie acute durante un trasferimento, ernie discali, dolori cronici alla spalla, inidoneità parziali che rendono difficile coprire i turni. Nelle denunce di infortunio del settore socio-sanitario gli eventi legati alla movimentazione delle persone compaiono con regolarità, e le patologie del rachide sono tra le malattie professionali più segnalate. Il compito del servizio di prevenzione è trasformare un rischio percepito come inevitabile in un rischio misurato, attrezzato e governato.