Il rischio di aggressione è un rischio per la salute e la sicurezza a tutti gli effetti e va valutato nel DVR ai sensi dell'art. 28, che richiede di considerare tutti i rischi, compresi quelli collegati allo stress lavoro-correlato. Una valutazione seria parte dai dati: registro delle segnalazioni, infortuni con causa aggressione, interviste ai coordinatori, questionario anonimo agli operatori su episodi subiti negli ultimi dodici mesi, distinti per tipo, nucleo, turno e autore.
I fattori da considerare in una RSA sono la composizione degli ospiti, con particolare attenzione ai nuclei per demenza e agli ospiti con disturbi psichiatrici; la presenza e gli orari dei visitatori; il lavoro notturno con un solo operatore per nucleo; le attività a contatto ravvicinato come igiene, vestizione e somministrazione della terapia; la configurazione degli ambienti, con corridoi ciechi, stanze senza seconda via di uscita e punti non visibili. Contano anche la carenza di organico, che allunga le attese e alimenta il malcontento dei familiari, e i momenti critici come il pasto e il rientro serale.
Il risultato non deve essere un generico rischio medio per l'intera struttura, ma una mappa per nucleo e per situazione operativa, dalla quale discendono misure mirate. Un approccio utile è distinguere tra probabilità di episodi verbali, probabilità di contatto fisico con lesioni lievi e scenari rari ma gravi, perché richiedono risposte diverse. Il RLS deve essere consultato sulla valutazione, come previsto dall'art. 50.