B-SP4 Sanità residenziale · Blocco 2/3 (4–8 h) · Slide 45/50

Progettare turni più sostenibili: criteri ergonomici applicabili

Esistono criteri condivisi in ergonomia per ridurre gli effetti negativi dei turni. Il primo è limitare il numero di notti consecutive: sequenze brevi, di due o tre notti, alterano meno i ritmi circadiani rispetto a lunghe serie di cinque o sei notti, che inoltre accumulano debito di sonno. Il secondo è preferire la rotazione in senso orario, cioè mattino, poi pomeriggio, poi notte, che segue la tendenza naturale dell'orologio biologico ad allungare la giornata, rispetto alla rotazione inversa.

Il terzo è evitare i rientri rapidi, come il passaggio dal turno pomeridiano che finisce alle 21 a quello del mattino che inizia alle 7, che lascia solo dieci ore tra la fine e l'inizio, spostamenti e sonno compresi. Il quarto è prevedere dopo le notti un riposo sufficiente: il giorno dello smonto non può essere considerato un giorno di riposo vero, perché viene in buona parte dedicato al sonno. Il quinto riguarda l'inizio del turno del mattino: orari molto anticipati costringono a svegliarsi presto e riducono il sonno della notte precedente.

Altri accorgimenti riguardano la prevedibilità, cioè pubblicare i turni con anticipo e limitarne le modifiche, e la partecipazione dei lavoratori alla scelta degli schemi. Le turnistiche autogestite, in cui il gruppo propone le proprie preferenze entro regole comuni, migliorano spesso la soddisfazione. Il RSPP può proporre una revisione dello schema in collaborazione con l'ufficio del personale, simulando l'effetto sul fabbisogno di organico prima di introdurla.