I lavoratori esposti di categoria A sono sottoposti a visita medica preventiva prima di essere destinati all'attività, a visite periodiche almeno annuali e a visite straordinarie in caso di esposizioni anomale o di cambiamento delle condizioni di lavoro. Il medico autorizzato conserva il documento sanitario personale, in cui confluiscono anche i dati dosimetrici trasmessi dall'esperto di radioprotezione, ed esprime il giudizio di idoneità, che può essere di idoneità, di idoneità a determinate condizioni o di non idoneità. Contro il giudizio è previsto il ricorso all'organo di vigilanza competente.
La formazione in radioprotezione è un obbligo distinto da quella generale prevista dall'Accordo Stato-Regioni del 2025, anche se nei fatti le due si integrano. Deve riguardare i rischi connessi alle radiazioni, le norme interne di protezione, l'uso corretto di dispositivi e dosimetri, le procedure in caso di incidente e, per le lavoratrici, l'importanza della comunicazione tempestiva della gravidanza. Va ripetuta periodicamente e documentata.
Un punto spesso trascurato riguarda le figure che non sono lavoratori esposti ma entrano in contatto con le aree: infermieri di reparto che accompagnano pazienti in radiologia, operatori che assistono durante la radiologia al letto, personale delle pulizie. Per loro non serve la formazione completa da esposto, ma un'informazione mirata su segnaletica, divieti e comportamenti, che il RSPP può inserire nella formazione specifica per mansione con un modulo dedicato, breve e verificabile.