Nel settore chimico e petrolchimico il rischio non si esaurisce dentro il perimetro aziendale. Una perdita di cloro da una cisterna, l'incendio di un serbatoio di benzina o l'esplosione di una nube di GPL possono colpire lavoratori, abitanti dei quartieri vicini, scuole, strade e falde acquifere. Per questo accanto al D.Lgs. 81/08, che tutela chi lavora, esiste una disciplina specifica che guarda all'impatto esterno: il D.Lgs. 105/2015, noto come decreto Seveso III.
Le due norme convivono e non si sostituiscono. Il DVR dell'articolo 28 resta obbligatorio, così come la gestione delle emergenze secondo il DM 02/09/2021; il decreto Seveso aggiunge strumenti propri: la notifica, la politica di prevenzione, il sistema di gestione della sicurezza, il rapporto di sicurezza, i piani di emergenza interno ed esterno, l'informazione alla popolazione e un regime di ispezioni dedicato.
In questo primo blocco del modulo di specializzazione chimico-petrolchimico costruiamo la mappa completa di questi obblighi: chi deve rispettarli, come si stabilisce se uno stabilimento ricade nel campo di applicazione, quali documenti servono e quali autorità li esaminano. La sicurezza di processo, la manutenzione e l'esposizione agli agenti chimici saranno trattate nei blocchi successivi. L'obiettivo pratico è che un RSPP o un ASPP, entrando in uno stabilimento Seveso, sappia leggere i documenti esistenti, riconoscerne le lacune e dialogare con il gestore e con il Comitato tecnico regionale.