B-SP5 Chimico-petrolchimico · Blocco 1/4 (0–4 h) · Slide 2/50

Seveso, 10 luglio 1976: la nube di diossina dell'ICMESA

Il nome della normativa europea deriva da un incidente avvenuto in Brianza. Il 10 luglio 1976, nello stabilimento ICMESA di Meda, un reattore destinato alla produzione di triclorofenolo andò fuori controllo durante una fase di fermata del fine settimana. L'aumento di temperatura e pressione provocò l'apertura del disco di rottura e la fuoriuscita di una nube contenente TCDD, la diossina più tossica conosciuta, che si depositò sui comuni di Seveso, Meda, Cesano Maderno e Desio.

Il territorio fu suddiviso in zone a contaminazione decrescente, indicate con le lettere A, B e R; la zona più colpita venne evacuata e gli edifici successivamente demoliti. Si registrarono numerosi casi di cloracne, soprattutto nei bambini, morie di animali e una lunga bonifica del suolo. Le conseguenze sanitarie sono state studiate per decenni.

Dal punto di vista della prevenzione l'evento mise in luce problemi che ritroveremo in tutto il decreto 105: le autorità locali non conoscevano le sostanze lavorate nello stabilimento, la popolazione non aveva ricevuto alcuna informazione su cosa fare, l'impianto non disponeva di un sistema di contenimento dello sfiato e mancava un piano per gestire un rilascio all'esterno. Proprio da queste carenze nacquero i pilastri della disciplina: obbligo di dichiarare le sostanze presenti, pianificazione dell'emergenza esterna e diritto dei cittadini a essere informati. Ricordare Seveso aiuta a spiegare ai lavoratori il senso degli adempimenti, che altrimenti appaiono solo carte.