Uno stabilimento può restare sotto la soglia per ogni singola sostanza e superarla comunque, perché il decreto impone di sommare i contributi di sostanze con pericoli affini. La regola è descritta nelle note all'Allegato 1 e si applica separatamente a tre gruppi: pericoli per la salute, cioè le categorie H; pericoli fisici, cioè le categorie P più le sostanze specificate infiammabili o esplosive; pericoli per l'ambiente, cioè le categorie E.
Per ciascun gruppo si calcola la somma dei rapporti fra la quantità presente di ogni sostanza e la relativa quantità limite. Se la somma calcolata con le soglie della colonna 2 è pari o superiore a 1, lo stabilimento è almeno di soglia inferiore; se lo è anche la somma calcolata con le soglie della colonna 3, è di soglia superiore. Una stessa sostanza può comparire in più gruppi, per esempio un liquido infiammabile tossico per gli organismi acquatici entra sia nella somma dei pericoli fisici sia in quella ambientale.
Esempio. Un'azienda detiene 3 tonnellate di una sostanza H1, soglia inferiore 5, e 30 tonnellate di una sostanza H2, soglia inferiore 50. Singolarmente nessuna raggiunge il limite, ma 3 diviso 5 più 30 diviso 50 dà 0,6 più 0,6, cioè 1,2: lo stabilimento è soggetto come soglia inferiore. Ripetendo il calcolo con le soglie superiori, 3 su 20 più 30 su 200 dà 0,3, quindi non raggiunge la soglia superiore. Il calcolo va documentato e conservato, con le schede di sicurezza che giustificano ogni classificazione.