La parte di analisi del rapporto di sicurezza segue un percorso logico che conviene conoscere per leggerlo con spirito critico. Si parte dagli eventi iniziatori: rottura di una tubazione, perdita da una tenuta di pompa, sovrariempimento di un serbatoio, reazione esotermica incontrollata, errore operativo durante un travaso. Per ciascuno si stima la frequenza attesa, usando banche dati di affidabilità dei componenti, analisi storica e alberi dei guasti.
Dall'evento iniziatore si risale al top event, cioè alla perdita di contenimento caratterizzata da sostanza, portata, durata e condizioni di rilascio. Con l'albero degli eventi si individuano poi gli scenari finali, che dipendono dalla presenza di innesco immediato o ritardato, dalle condizioni meteorologiche e dal funzionamento delle barriere.
Per le sostanze infiammabili gli scenari tipici sono l'incendio di pozza, il getto incendiato, il flash fire, l'esplosione di nube di vapore non confinata e il BLEVE con palla di fuoco, tipico dei recipienti di gas liquefatti esposti a incendio. Per le sostanze tossiche lo scenario è la dispersione della nube, che dipende fortemente dalla stabilità atmosferica e dalla velocità del vento. Per le sostanze pericolose per l'ambiente si valutano il raggiungimento di suolo, falda e corpi idrici.
Ogni scenario viene descritto con le distanze alle quali si raggiungono determinati livelli di danno. Un buon rapporto riporta anche le ipotesi di calcolo, così da permettere a chi lo legge di capire quanto i risultati dipendano dalle assunzioni fatte.