B-SP5 Chimico-petrolchimico · Blocco 1/4 (0–4 h) · Slide 35/50

Soglie di danno: irraggiamento, sovrappressione e dose tossica

Per tradurre gli scenari in zone di danno si utilizzano valori di soglia consolidati nella prassi italiana e riportati nel DM 9 maggio 2001 sull'urbanizzazione e nelle linee guida per i piani di emergenza esterna.

Per l'irraggiamento termico stazionario, tipico dell'incendio di pozza e del getto incendiato, si considerano 12,5 kW per metro quadrato come soglia di elevata letalità, 7 kW per metro quadrato come inizio della letalità, 5 kW per metro quadrato per le lesioni irreversibili e 3 kW per metro quadrato per le lesioni reversibili. Per confronto, l'irraggiamento solare in una giornata estiva è dell'ordine di 1 kW per metro quadrato.

Per le esplosioni si usano valori di sovrappressione di picco: 0,3 bar per l'elevata letalità, elevata a 0,6 bar per persone in spazi aperti, 0,14 bar per l'inizio della letalità, 0,07 bar per le lesioni irreversibili e 0,03 bar per le lesioni reversibili, valore che corrisponde anche alla rottura dei vetri. Per il flash fire si considera di norma l'estensione della nube fino al limite inferiore di infiammabilità, con letalità per chi vi si trova all'interno.

Per i rilasci tossici le soglie sono espresse come concentrazioni: la concentrazione letale per il cinquanta per cento degli esposti per trenta minuti per la letalità, il valore IDLH per le lesioni irreversibili e soglie inferiori, come il LOC, per le lesioni reversibili. Queste distanze definiscono le aree su cui si costruiscono pianificazione urbanistica e piani di emergenza.