Si parla di effetto domino quando un incidente in uno stabilimento può provocare o aggravare un incidente in uno stabilimento vicino, a causa della posizione geografica, della vicinanza e delle sostanze presenti. È un rischio tipico dei poli chimici e petrolchimici, dove impianti di gestori diversi condividono confini, rete viaria, pipeline e talvolta servizi comuni come la torcia o la centrale antincendio.
L'articolo 19 attribuisce al CTR il compito di individuare, sulla base delle informazioni ricevute dai gestori e dei rapporti di sicurezza, gli stabilimenti o i gruppi di stabilimenti in cui la probabilità o le conseguenze di un incidente possono essere maggiori a causa di questa vicinanza. I gestori interessati sono tenuti a scambiarsi le informazioni necessarie e a tenerne conto nei propri documenti: politica di prevenzione, sistema di gestione, rapporto di sicurezza e piano di emergenza interno.
Devono inoltre cooperare per informare il pubblico e i siti vicini non soggetti alla disciplina e per fornire informazioni all'autorità che predispone il piano di emergenza esterno.
Nella pratica l'effetto domino richiede accordi scritti fra aziende confinanti: chi avvisa chi e con quale canale, come si coordinano le squadre di emergenza, quali impianti vanno messi in sicurezza se brucia il serbatoio del vicino. Esercitazioni congiunte e una rubrica di emergenza verificata periodicamente sono strumenti semplici ma spesso trascurati. L'RSPP dovrebbe verificare che i lavoratori conoscano anche gli allarmi dello stabilimento confinante.