B-SP5 Chimico-petrolchimico · Blocco 1/4 (0–4 h) · Slide 38/50

Pianificazione urbanistica attorno agli stabilimenti: articolo 22

L'esperienza di Bhopal ha dimostrato che il disastro dipende anche da quanta gente vive vicino all'impianto. L'articolo 22 chiede quindi che gli obiettivi di prevenzione degli incidenti rilevanti siano considerati nelle politiche di uso del suolo, controllando l'insediamento di nuovi stabilimenti, le modifiche di quelli esistenti e i nuovi insediamenti attorno, come zone residenziali, edifici frequentati dal pubblico e vie di trasporto.

I requisiti minimi di sicurezza in materia di pianificazione urbanistica sono stati definiti dal DM 9 maggio 2001, che classifica il territorio in categorie da A a F in base alla vulnerabilità: dalle aree con elevata densità abitativa o con strutture sensibili come ospedali e scuole, fino alle aree interne allo stabilimento o con presenza solo occasionale di persone. Incrociando le categorie territoriali con le zone di danno degli scenari e con la loro frequenza si stabilisce quali insediamenti sono compatibili.

I Comuni interessati elaborano un documento tecnico, l'Elaborato tecnico Rischio di incidenti rilevanti, noto come ERIR, che diventa parte dello strumento urbanistico. Senza di esso non è possibile valutare correttamente la compatibilità di nuove costruzioni.

Per l'azienda la conseguenza è duplice: le distanze di danno dichiarate influenzano l'uso dei terreni circostanti e quindi anche i rapporti con il territorio; un aumento delle distanze dovuto a una modifica può rendere incompatibili insediamenti già esistenti, con il rischio che il progetto debba essere rivisto.