Nessuna analisi di rischio è più affidabile dei dati su cui si appoggia. I sistemi di gestione della sicurezza di processo chiamano questo insieme Process Safety Information, cioè le informazioni documentate su sostanze, tecnologia e apparecchiature. Per le sostanze servono tossicità, limiti di esposizione, proprietà fisiche, limiti di infiammabilità, punto di infiammabilità, temperatura di autoaccensione, dati di reattività, corrosività e incompatibilità; la scheda di dati di sicurezza è un punto di partenza ma spesso non basta per le condizioni di processo.
Per la tecnologia occorrono lo schema di processo, la chimica delle reazioni, le quantità massime in gioco, i limiti operativi sicuri di temperatura, pressione, portata e composizione, e la descrizione delle conseguenze di un loro superamento. Per le apparecchiature servono i materiali di costruzione, gli schemi P&ID aggiornati, la classificazione delle aree pericolose, il dimensionamento dei sistemi di sfogo, gli impianti di ventilazione, i codici di progetto usati e i sistemi di sicurezza con la loro logica.
Nella pratica il problema più frequente è il disallineamento: P&ID che non rispecchiano l'impianto reale dopo anni di piccole modifiche, schede di valvole di sicurezza introvabili, dati di reattività mai misurati. Un ASPP che prepara una sessione di analisi dovrebbe verificare prima, con un giro sul campo, che i disegni corrispondano a ciò che è installato, segnalando le differenze al responsabile tecnico.