L'analisi degli strati di protezione, LOPA, Layer of Protection Analysis, è stata sviluppata e diffusa soprattutto dal CCPS, il Center for Chemical Process Safety dell'AIChE. Nasce per rispondere a una domanda che l'HAZOP lascia aperta: le protezioni presenti sono sufficienti, o ne serve un'altra? E se serve, quanto deve essere affidabile?
La logica è quella di un calcolo per ordini di grandezza. Si parte da uno scenario ben definito, composto da una causa iniziatrice e da una conseguenza, tipicamente preso dall'HAZOP tra quelli con conseguenze gravi. Si assegna alla causa una frequenza annua. Si moltiplica questa frequenza per la probabilità di fallimento su domanda di ciascuno strato di protezione indipendente. Il risultato è la frequenza stimata dello scenario mitigato, da confrontare con un criterio di rischio tollerabile stabilito dall'azienda.
Il metodo usa valori arrotondati a potenze di dieci e tabelle standard, accettando la perdita di precisione in cambio di coerenza e rapidità. Non è un'analisi quantitativa completa come un albero dei guasti, ma è molto più rigorosa di una matrice qualitativa, perché obbliga a dichiarare numeri e ipotesi. Ogni scenario LOPA riguarda una sola coppia causa-conseguenza: se una deviazione ha tre cause diverse, si hanno tre scenari distinti, perché le protezioni efficaci possono essere diverse per ciascuna e una valvola utile contro una causa può essere inutile contro un'altra. Le prossime slide ne descrivono gli elementi uno per uno.