Ispezionare tutto con la stessa frequenza è costoso e poco efficace. L'ispezione basata sul rischio, RBI, descritta nelle pratiche API 580 e API 581, assegna a ogni apparecchiatura un livello di rischio dato dalla combinazione tra probabilità di guasto, legata ai meccanismi di danno attivi, alla velocità di degrado e alla storia ispettiva, e conseguenza del guasto, legata a sostanza, quantità, pressione e posizione. Le risorse vengono concentrate sulle apparecchiature a rischio più alto, mentre per quelle a basso rischio si possono allungare gli intervalli, nel rispetto degli obblighi di legge.
Le tecniche di controllo non distruttivo vanno scelte in funzione del meccanismo atteso. Il controllo visivo è la base di tutto. La misura degli spessori con ultrasuoni individua l'assottigliamento in punti prestabiliti, detti punti di misura, che vanno mantenuti nel tempo per calcolare la velocità di corrosione. Liquidi penetranti e magnetoscopia rilevano cricche superficiali. Gli ultrasuoni avanzati e la radiografia permettono di esaminare saldature e difetti interni. Per la corrosione sotto coibentazione si usano rimozioni a campione dell'isolamento, radiografia di profilo o tecniche a onde guidate.
Il risultato di ogni ispezione alimenta il calcolo della vita residua e la data della successiva. Un programma RBI non è statico: un cambio di materia prima con più zolfo, più cloruri o più acqua modifica i meccanismi di danno e deve essere comunicato agli ispettori attraverso la gestione delle modifiche.