La chiusura non è un'operazione burocratica di fine giornata, ma il passaggio in cui l'impianto torna a essere un sistema in pressione e con sostanze pericolose. L'esecutore dichiara che il lavoro è terminato, oppure che è rimasto incompleto e in quale stato, che le attrezzature e i materiali sono stati rimossi, che l'area è pulita. L'emittente verifica sul posto e solo allora firma per accettare la restituzione.
In questa fase vanno controllati elementi che sembrano banali. Tutti i bulloni delle flange sono stati montati e serrati con la coppia prevista. Le guarnizioni sono del tipo corretto per il fluido e la temperatura. Le cieche temporanee inserite per l'isolamento sono state rimosse, oppure sono state lasciate di proposito e registrate. I drenaggi e gli sfiati aperti durante la bonifica sono stati richiusi e tappati. I ripari delle macchine sono stati rimontati. Le esclusioni di allarmi o blocchi sono state annullate.
Solo dopo questi controlli si rimuovono i lucchetti secondo la sequenza prevista e l'esercizio può procedere con prove di tenuta e rimessa in servizio graduale. Molti incidenti di avviamento derivano da una flangia lasciata aperta o da una valvola di spurgo dimenticata, con rilascio di prodotto alla prima pressurizzazione. Un modulo di chiusura che contenga una lista di controllo specifica per tipo di intervento, anziché una semplice firma, riduce sensibilmente queste omissioni e lascia traccia di chi ha controllato cosa.