B-SP5 Chimico-petrolchimico · Blocco 3/4 (8–12 h) · Slide 24/50

Residui piroforici, polimeri e depositi pericolosi

Alcuni residui diventano pericolosi proprio quando l'apparecchiatura viene aperta. Il caso più noto è quello dei solfuri di ferro, che si formano sulle superfici in acciaio a contatto con prodotti contenenti zolfo, come grezzi, gasoli e correnti di raffineria. In assenza di aria sono stabili, ma a contatto con l'ossigeno si ossidano rapidamente sviluppando calore, fino a diventare incandescenti e innescare vapori residui o materiali di riempimento delle colonne. Diversi incendi di colonne durante le fermate sono stati attribuiti a questo fenomeno.

Le contromisure sono note. Si mantengono le superfici bagnate durante l'apertura, si effettuano lavaggi con soluzioni chimiche specifiche che neutralizzano i solfuri, si apre gradualmente favorendo un'ossidazione lenta e controllata, si tengono pronte manichette antincendio, si monitorano le temperature delle superfici interne. I depositi rimossi vanno tenuti umidi fino allo smaltimento, non lasciati in cumuli asciutti vicino all'impianto.

Altri depositi critici sono i polimeri che si formano in apparecchiature con monomeri, capaci di trattenere monomero non reagito e di liberarlo durante la rimozione meccanica; i perossidi che si accumulano in alcuni solventi come gli eteri, sensibili a urti e attriti; i catalizzatori esausti, alcuni dei quali sono anch'essi piroforici. Il RSPP deve verificare che il piano di bonifica di ciascuna apparecchiatura tenga conto della chimica specifica del processo, coinvolgendo il tecnologo o il chimico di reparto.