La ventilazione forzata è la misura che mantiene accettabile l'atmosfera durante il lavoro. Si usano ventilatori o eiettori che immettono aria fresca o aspirano l'aria interna, posizionati in modo da creare un flusso che attraversi tutto lo spazio. L'aria immessa deve essere prelevata da una zona pulita, lontana da scarichi di motori o sfiati di processo. Il ventilatore installato in zona classificata deve essere idoneo per la zona, oppure di tipo pneumatico. Non si usa mai ossigeno puro per migliorare l'aria: è un errore che ha causato incendi mortali.
L'impianto elettrico portatile all'interno di serbatoi metallici e reattori rientra tra i luoghi conduttori ristretti trattati dalla norma CEI 64-8: lampade e utensili devono essere alimentati a bassissima tensione di sicurezza, con trasformatore di sicurezza posto all'esterno, oppure essere di classe idonea secondo quanto previsto dalla norma. In presenza di possibili atmosfere esplosive l'illuminazione e le attrezzature devono essere anche certificate per la zona.
Il lavoro all'interno comporta spesso rischi aggiuntivi: calore elevato in recipienti appena bonificati con vapore, polveri durante la rimozione di depositi, rumore amplificato dalla risonanza delle pareti metalliche, posture costrette, scivolamento su fondi umidi. La valutazione deve considerarli insieme a quelli atmosferici, prevedendo turni brevi, pause programmate fuori dallo spazio, idratazione e DPI compatibili tra loro, ad esempio otoprotettori che non interferiscano con il sistema di comunicazione.