L'articolo 225 del D.Lgs. 81/08 impone al datore di lavoro di misurare periodicamente gli agenti che possono presentare un rischio per la salute, con metodiche standardizzate, salvo che possa dimostrare con altri mezzi il conseguimento di un adeguato livello di prevenzione. La norma di riferimento per la strategia è la UNI EN 689 nella versione del 2018, che ha sostituito l'impostazione precedente basata su un singolo confronto.
La sequenza prevista è questa. Si parte dalla caratterizzazione di base: inventario delle sostanze, dei processi, delle mansioni, delle misure di controllo esistenti e dei valori limite. Si formano i gruppi di esposizione similare. Si definisce la procedura di misura, scegliendo metodo di campionamento e analisi, durata dei prelievi e giornate rappresentative. Si eseguono le misure in zona respiratoria e si confrontano i risultati con il valore limite mediante un test preliminare o un test statistico. Infine si stabilisce un intervallo per le rivalutazioni periodiche.
Nel petrolchimico la caratterizzazione di base è spesso la fase più trascurata. Un laboratorio esterno chiamato a misurare il benzene senza sapere che il martedì si svuotano i filtri dell'unità aromatici rischia di campionare giornate senza attività critiche e di produrre un rapporto rassicurante ma falso. L'ASPP che conosce l'impianto deve affiancare il tecnico e scegliere con lui le giornate e i compiti da coprire, annotando nel verbale le operazioni effettivamente svolte durante ogni prelievo.