Ricevuto il rapporto del laboratorio, il servizio di prevenzione deve leggerlo criticamente. I controlli minimi sono: metodo di campionamento e di analisi dichiarato, limite di quantificazione adeguato rispetto al valore limite, durata dei campioni coerente con il riferimento temporale, descrizione delle attività svolte durante il prelievo, condizioni meteo per le aree esterne, eventuali anomalie come pompe fermate o fiale saturate.
Se emerge un superamento del valore limite, l'articolo 225 comma 3 impone al datore di lavoro di identificarne e rimuoverne le cause, adottando immediatamente le misure appropriate di prevenzione e protezione. Il comma successivo stabilisce che i risultati delle misurazioni siano allegati al documento di valutazione e resi noti ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Nella pratica si apre un'azione correttiva tracciata: analisi della causa, misura tecnica o organizzativa, uso temporaneo di APVR adeguati, nuova misura di verifica.
Un risultato non conforme non va nascosto né ripetuto finché non esce un numero migliore: è una pratica scorretta che, in caso di malattia professionale, emerge facilmente dalla documentazione del laboratorio. Va invece condiviso con il medico competente, che potrà adeguare il protocollo sanitario, e con il preposto dell'area, che dovrà vigilare sull'applicazione delle nuove misure. Anche la riunione periodica dell'articolo 35 è la sede naturale per presentare l'andamento delle misure e le azioni ancora aperte.