In un sito chimico la rilevazione dei gas si organizza su due livelli che non si sostituiscono l'un l'altro. I sistemi fissi sorvegliano in continuo le aree in cui una perdita è prevedibile: pompe di prodotti tossici, compressori di gas acidi, punti di carico, cabine analizzatori, locali chiusi con tubazioni di gas. Sono collegati a centraline o al sistema di controllo di processo e possono attivare allarmi, ventilazioni, chiusure di valvole o fermate automatiche, secondo la logica definita nell'analisi di sicurezza di processo.
I rilevatori portatili proteggono invece la persona, ovunque si trovi: nell'angolo dell'unità non coperto dai sensori fissi, dentro un bacino di contenimento, sul tetto di un serbatoio, accanto a un pozzetto di fogna. Si dividono in personali, indossati per tutto il turno con funzione di allarme, e strumenti per misure puntuali, dotati di pompa e sonda, usati per verificare l'atmosfera prima di un intervento.
Un errore organizzativo diffuso è considerare il rilevatore fisso come garanzia per chi lavora nell'area: il sensore può essere a dieci metri, sopravento rispetto alla perdita, e non accorgersi di una nube che investe l'operatore. Viceversa, affidarsi solo agli strumenti personali significa perdere la funzione di allerta precoce verso la sala controllo. Il DVR e le procedure devono chiarire per ogni area quali strumenti sono richiesti, chi li fornisce alle imprese esterne e chi ne verifica l'efficienza, con una manutenzione dei sensori fissi programmata e registrata.