B-SP5 Chimico-petrolchimico · Blocco 4/4 (12–16 h) · Slide 26/50

Prova di funzionalità e taratura: il bump test

Un rilevatore che non risponde al gas è più pericoloso dell'assenza di rilevatore, perché crea fiducia. Per questo le buone pratiche e le istruzioni dei fabbricanti prevedono due controlli distinti. Il bump test, o prova di funzionalità, consiste nell'esporre brevemente lo strumento a un gas di prova a concentrazione nota, superiore alle soglie di allarme, per verificare che i sensori rispondano e che allarmi acustici, luminosi e vibrazione si attivino. La prassi più diffusa nel settore è eseguirlo prima di ogni turno di utilizzo.

La taratura, o calibrazione, regola invece la risposta del sensore affinché la lettura corrisponda alla concentrazione vera. Si esegue con frequenza indicata dal fabbricante o quando il bump test mostra scostamenti, e dopo ogni esposizione a concentrazioni elevate o urti. Le stazioni automatiche di prova, chiamate docking station, eseguono entrambi i controlli, aggiornano il firmware e archiviano i risultati, rendendo tracciabile ogni operazione.

I punti da verificare in un sopralluogo sono: bombole di gas di prova in corso di validità e con la miscela giusta, registro aggiornato con data, esito e operatore, strumenti scaduti segregati, istruzioni per la prova affisse accanto alla stazione. L'ASPP può incrociare i dati scaricati dalla docking station con l'elenco dei lavoratori in turno: uno strumento assegnato ma mai testato per settimane indica che il lavoratore lo porta senza accenderlo o non lo porta affatto, tema da affrontare con il preposto.