B-SP5 Chimico-petrolchimico · Blocco 4/4 (12–16 h) · Slide 37/50

Prova di tenuta del facciale e controlli prima dell'uso

Il fattore di protezione di un APVR con facciale aderente si ottiene solo se la maschera sigilla bene sul volto. La prova di tenuta, chiamata fit test, verifica l'accoppiamento tra uno specifico modello e taglia di facciale e il volto del singolo lavoratore. Si esegue con metodo qualitativo, basato sulla percezione di una sostanza amara o dolce nebulizzata all'interno di un cappuccio, oppure con metodo quantitativo, che misura con uno strumento il rapporto tra particelle all'esterno e all'interno della maschera durante una serie di esercizi.

La UNI 11719 raccomanda la prova di tenuta al momento della prima assegnazione e la sua ripetizione periodica o quando cambiano le caratteristiche del volto, per esempio dopo forti variazioni di peso o interventi odontoiatrici. Il risultato va registrato con modello, taglia e data. La barba e anche la barba di pochi giorni impediscono la tenuta: per chi deve usare facciali aderenti la rasatura è parte della procedura, oppure si scelgono cappucci o elmetti a ventilazione assistita che non richiedono sigillatura.

Diverso dal fit test è il controllo dell'utilizzatore, eseguito ogni volta che si indossa la maschera: a pressione negativa si chiude l'ingresso dell'aria e si inspira, verificando che il facciale si schiacci leggermente; a pressione positiva si chiude la valvola di espirazione e si espira, verificando che non escano perdite. Questo gesto richiede pochi secondi e va insegnato in addestramento come abitudine automatica.