Gli apparecchi respiratori riutilizzabili richiedono un ciclo di manutenzione definito dalle istruzioni del fabbricante: pulizia e disinfezione dopo l'uso, controllo di valvole e membrane, verifica delle guarnizioni, sostituzione delle parti usurate, prove funzionali con banchi dedicati per autorespiratori e maschere. Le bombole devono essere ricaricate con aria conforme e sottoposte alle verifiche periodiche previste per i recipienti in pressione trasportabili, con la data di scadenza punzonata o etichettata ben leggibile.
Ogni apparecchio deve avere una scheda con interventi, controlli mensili, esiti delle prove e nome del tecnico. La conservazione avviene in armadi puliti, lontano da sole, calore e contaminanti, con i filtri ancora sigillati fino all'uso. Un filtro aperto e lasciato appeso alla maschera nell'armadietto continua ad adsorbire vapori e può essere già saturo quando lo si indossa.
L'addestramento, obbligatorio per i DPI di terza categoria, non coincide con una lezione teorica. Deve comprendere la prova pratica di indossamento e regolazione, il controllo prima dell'uso, l'esercizio in condizioni simili a quelle reali, per esempio salire una scala o camminare in uno spazio ristretto con l'autorespiratore, e la simulazione dell'allarme di bassa pressione. Va ripetuto periodicamente e documentato con firma, contenuti, durata e nome dell'istruttore. Per le squadre di emergenza conviene programmare esercitazioni più frequenti, perché la confidenza con l'apparecchio si perde rapidamente.