Quando il rilascio riguarda un gas o un liquido molto volatile e tossico, il fattore decisivo diventa il vento. La nube si sposta sottovento allargandosi, e se il gas è più pesante dell'aria scorre al suolo seguendo avvallamenti, fossi e cunicoli. La regola di fuga insegnata nei siti petrolchimici è allontanarsi in direzione trasversale rispetto al vento, cioè di lato, poi risalire verso un punto di raccolta sopravento. Correre sottovento significa restare dentro la nube; correre controvento significa spesso passare vicino alla sorgente.
In alcune situazioni l'evacuazione all'aperto è più pericolosa del restare al chiuso: se la nube è già arrivata o il tempo di fuga è troppo lungo, conviene rifugiarsi in un edificio, chiudere porte e finestre, spegnere ventilazione e condizionamento e attendere istruzioni. Le sale controllo moderne sono progettate per resistere a queste condizioni, con pressurizzazione o chiusura automatica delle prese d'aria al rilevamento del gas.
Le persone investite da liquidi corrosivi o tossici devono essere decontaminate immediatamente. Docce di emergenza e lavaocchi, conformi alla serie UNI EN 15154, vanno posizionati vicino ai punti di rischio, raggiungibili in pochi secondi e senza ostacoli, con acqua a temperatura accettabile e manutenzione periodica registrata. Il lavaggio degli occhi deve durare a lungo, con le palpebre tenute aperte, e gli indumenti contaminati vanno tolti durante la doccia. Le prove di funzionamento settimanali sono un controllo semplice da affidare al preposto.