B-SP2 Pesca · Blocco 2/3 (4–8 h) · Slide 13/50

Salpamento e sacco sospeso: il momento più critico

Il salpamento inverte la sequenza della cala: si recuperano i cavi di traino, si assicurano i divergenti al portale, si avvolgono calamenti e rete sul tamburo, infine si porta a bordo il sacco. Questa fase combina carichi massimi, nave rallentata e quindi più esposta al rollio, coperta affollata e stanchezza crescente con il passare delle cale.

Il sacco pieno viene issato con il portale o con un paranco fino a sopra la coperta o il vascone di raccolta, poi si scioglie il nodo di chiusura posto all'estremità inferiore. Per farlo un marinaio deve avvicinarsi a un carico sospeso che oscilla. Se il paranco cede, se la nave rolla bruscamente o se il nodo si apre all'improvviso, il carico può colpire o schiacciare l'operatore. Altro rischio frequente è lo scivolamento sul fango e sul pescato appena rovesciato.

Le misure includono il controllo dell'oscillazione con cime di ritenuta manovrate a distanza, l'uso di nodi di chiusura a sgancio rapido azionabili con una cima lunga senza stare sotto il sacco, l'abbassamento del carico al minimo sopra la coperta prima dell'apertura e la regola che nessuno si trovi sotto o accanto al sacco durante il sollevamento. Con mare formato il comandante deve poter scegliere di ritardare l'imbarco del sacco o di orientare la prua per ridurre il rollio. Un'attenzione specifica merita il caso in cui il sacco contiene grandi pietre, ordigni bellici o rottami, situazione che richiede procedure dedicate e la segnalazione all'autorità marittima.